Il mascara: una storia che lega il passato al presente
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Il mascara: una storia che lega il passato al presente

Quando pensiamo al maschera, lo immaginiamo come una invenzione recente e, invece, così non è. Allora, cominciamo questo breve excursus storico. Nell’antico Egitto le donne per truccare le ciglia usavano la malachite, considerata all’epoca un potente afrodisiaco, e gli uomini il kohl e altri unguenti per scurire le ciglia e proteggere gli occhi dai forti raggi del sole. Spostandoci a Roma, per ottenere ciglia lunghe, voluminose e molto incurvate, le matrone utilizzavano sempre il kohl e, anche, il sughero bruciato. L’angelicato Medioevo cancellò questo accenno di creazione cosmetica perché, considerando la fronte la parte più bella del viso di una donna, si aveva l’abitudine di radere ciglia e sopracciglia per farla apparire ancora più spaziosa. Con un salto temporale arriviamo a Elisabetta I, regina d’Inghilterra dal 1558 al 1603, di cui il colore rosso-dorato dei suoi capelli divenne immediatamente di moda e, per abbinare le ciglia ai capelli, molte donne cominciarono a tingerle. Nelle misture di un tempo, però, vi erano, spesso, sostanze tossiche che, derivate da bacche di vario tipo o dalla fuliggine dei caminetti, provocavano la caduta dei capelli e delle ciglia. Per arrivare al mascara come lo conosciamo oggi dobbiamo aspettare la fine dell’800. Fu, infatti, proprio nell’Inghilterra vittoriana che il profumiere Eugène Rimmel inventò quello che possiamo considerare il primo prototipo mescolando polvere di carbone con vaselina.Il mascara: una storia che lega il passato al presente Nei primi decenni del ‘900, i fratelli Maybel e Thomas Williams inventarono la versione americana del mascara: i panetti formulati mescolando vaselina, polvere di carbone e oli lucidanti divennero un successo, tanto da convincerli a fondare a New York il marchio Maybelline, la propria casa cosmetica. Il trucco degli occhi tra gli anni ’40 e i ’50 voleva “Cat eyes e ciglia a ventaglio” e vengono inventate le formule waterproof; nel 1957 Helena Rubinstein crea la confezione formata da tubetto e bastoncino; Revlon, nel 1958, mette sul mercato il primo scovolino con la punta a spirale e, nel 1960, il primo mascara colorato nelle nuance del malva e del verde scuro. In quel periodo le ciglia dovevano essere quasi drammatiche, “a ragno”, e, addirittura, si prestava molta attenzione anche al trucco di quelle inferiori, arrivando anche a disegnarle sotto gli occhi per imitare il make-up lanciato da Twiggy. Nel 1988 Max Factor crea No Color Mascara, trasparente da utilizzare come top coat per garantire un trucco senza sbavature, di cui Madonna diventa “testimonial”. Negli stessi anni viene ideato il mascara colorato da applicare sui capelli, che diventa un modo per sperimentare chiome arcobaleno. Ai giorni nostri si va dalle extension alle ciglia alle ciglia finte in faux fur; si può scegliere, inoltre, tra un’infinità di mascara diversi che promettono risultati differenti, in qualsiasi tonalità, studiati per permettere alle donne di ottenere le ciglia che desiderano.

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