Origine delle creme solari
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Origine delle creme solari

La carnagione biancolatte, per secoli, è stata emblema di beltà, pensate al quadro di Monet, “La Promenade”, in cui i soggetti sono coperti da capo a piedi per proteggersi dai raggi del sole che abbronzavano. Nell’antichità era considerata una prerogativa dei ceti sociali meno agiati, per poi assumere, col passare del tempo, il significato opposto . Ai tempi degli antichi romani, ad esempio, l’élite la disprezzava associandola a chi lavorava per molte ore all’aperto e nei campi. Questo punto di vista continuò fino alla fine del diciannovesimo secolo, quando il candore del volto, accentuato addirittura attraverso il massiccio utilizzo di prodotti cosmetici, era sinonimo di nobiltà, benessere economico e, aggiungiamo, nullafacenza. A partire dai primissimi anni del ventesimo secolo, l’opinione sull’abbronzatura iniziò lentamente a cambiare: intorno agli anni 20, infatti, Coco Chanel, al ritorno da una vacanza in Costa Azzurra, si presentò con la pelle ambrata, colpendo le sue clienti che nel giro di breve tempo vollero emularla. Tuttavia la stilista si esponeva al sole, ma con i guanti, poiché riteneva che una dama non potesse avere le mani di una lavoratrice. Alla fine della seconda guerra mondiale, lo sviluppo economico e il turismo portarono una ventata di passione per la tintarella. Negli ultimi anni, poi, con l’avvento delle nuove tecnologie, la pelle bruna è divenuta sempre più sinonimo di bellezza e, attualmente, è costantemente ricercata, non solo durante il periodo estivo, ma tutto l’anno, spingendo molti a ricorrere all’abbronzatura artificiale pur di mantenerla. Sulla scelta dei prodotti potete sbizzarrirvi, ricordate però di utilizzare sempre una protezione alta che vi protegge, ma non impedisce di prendere colore.

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