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Profumo di vino: basi di enologia, come capire le differenze, migliori profumi per ambiente al vino

I profumi per ambiente erano in voga già al tempo degli antichi romani. Oggi, candele profumate, diffusori, spray, incensi e flaconi con bastoncini sono presenti in sempre più case perché danno subito la sensazione di fresco e pulito quando si entra. A volte, infatti, tenere la casa pulita non basta: soprattutto in inverno, quando le finestre sono chiuse e il riscaldamento è acceso, c’è poco ricambio d’aria e l’odoro di chiuso si fa sentire. Utilizzare un profumo per ambiente può tornare utile in certi casi sia per deodorare e diffondere una piacevole fragranza in casa, sia per accogliere al meglio eventuali ospiti.

Aromi floreali, agrumati o esotici sono conosciuti ed utilizzati praticamente da tutti, dalle abitazioni ai ristoranti, dagli alberghi alle automobili; ma non tutti sono a conoscenza del nuovissimo trend dei profumi per ambiente al vino. Proprio così: i profumi di vino stanno catturando l’attenzione di sempre più gente, non solo per le abitazioni, ma anche per vari tipi di attività.

Ma perché scegliere un profumo al vino? Innanzitutto va specificato che, se parliamo di fragranze al vino, nella maggior parte dei casi parliamo di vino rosso. Questa idea così innovativa nasce non solo per accontentare i veri amanti del buon vino, ma anche e soprattutto per avvicinare gli astemi o chi non se ne intende al mondo dell’enologia. Queste fragranze, infatti, non contengono alcol, o almeno non in alta percentuale. Annusare questi profumi così particolari non danno, dunque, la sensazione di avvicinare il naso ad un calice di vino, ma piuttosto ne fanno apprezzare il bouquet, il legno, i frutti e tutto ciò che fa parte di un vino.

Al contrario di ciò che si può pensare, i profumi al vino rosso sono tutt’altro che volgari o pesanti per l’ambiente. Sono, anzi, estremamente originali e danno carattere allo spazio, rendendolo immediatamente riconoscibile. Il vino, infatti, non è solo una bevanda. Qualcuno lo ha definito infatti “liquido odoroso” proprio per il mondo di aromi e sentori che racchiude. 

Profumo di vino: come capire le differenze

Per chi non lo sapesse, il profumo di un vino dipende da infiniti fattori come i metodi di vinificazione, il tipo di uvaggio, di vitigno e in che modo invecchia il vino. A comporre il famoso “bouquet” di un vino sono circa 2000 molecole dette “volatili” per il fatto che evaporano facilmente dal vino, una volta versato nel calice.

I cosiddetti “profumi del vino” sono divisi, per la loro origine, in tre gruppi principali: primari (o varietali), secondari (o fermentativi) e terziari (o post-fermentativi). I primi dipendono dalla tipologia di vitigno, i secondi derivano dalle conseguenze della vinificazione, mentre gli ultimi sono dovuti all’invecchiamento del vino. Un profumo primario o secondario può essere quello di uno o più frutti, mentre un post-fermentativo dipende dal tipo di botte in cui viene fatto invecchiare, quindi con il tempo le note primarie e secondarie svaniscono per lasciare spazio a questo tipo di aromi più speziati, tostati e così via.

Più in generale, i profumi del vino sono classificati in famiglie: minerali, animali, eterei, floreali, frutta secca e confetture, speziati, fruttati, tostati, vegetali ed erbacei ed erbe aromatiche sono quelle basilari.

I tipi di vino sono infiniti ed esistono studi specifici per imparare a classificarli e a capirne le differenze. Tali differenze si possono riconoscere sia con gli occhi, osservando il vino, sia soprattutto annusandolo, tramite quindi le papille gusto-olfattive. Se parliamo della vista, si andrà a guardare attentamente il colore (rosso, bianco o rosato) e tutte le sfumature, che dipendono sia dal tipo di uva, sia dai processi che essa subisce nel corso della cosiddetta vinificazione.

Per quanto riguarda il profumo, si apre davvero un mondo. Il sommelier è la figura che si occupa proprio di questo ed è un mestiere che richiede talento e tanta pratica. Dopo aver versato il vino nel calice infatti, il sommelier lo fa roteare in modo da sprigionare e far evaporare le molecole del vino, e quindi poterne riconoscere da subito alcuni sentori.

Come descritto prima, vengono subito sprigionati i profumi varietali (i cosiddetti aromi come finocchio, pino, ginepro o timo), che dipendono dalla buccia dell’uva utilizzata e che si formano nel processo di macerazione e fermentazione. Qui giocano un ruolo fondamentale la terra, il sole ed il tipo di clima.

Giungono poi al naso i profumi fermentativi (erbaceo, fruttato, fragrante, vinoso e floreale), che nascono durante la pigiatura prima e l’aggiunta di alcol etilico dopo.

Solo alla fine emergono i profumi più “resistenti”, ovvero i postfermentativi o terziari (ampio, tostato, etereo, speziato e legnoso). Sono gli ultimi a farsi sentire, ma anche quelli che durano più a lungo, dal momento che nascono durante il lungo processo di ossidazione all’interno delle botti in cui il vino invecchia. 

Sempre dal punto di vista olfattivo, dopo aver capito i vari tipi di profumi, si andranno ad analizzare intensità (quantità dei profumi), qualità (il tipo di profumi) e complessità (quantità e qualità dei profumi) del vino. 

I migliori profumi per ambiente al vino

Tra profumi per ambiente al vino rosso ce ne sono alcuni nettamente più venduti di altri. Tra i fruttati sono molto apprezzati il Rouge Viné di Luxuria e la fragranza al brachetto con bastoncini di bambù di Cécile. Anche la casa Note del Chianti offre una vasta gamma di fragranze molto interessante: la confezione è un vero e proprio decanter, in cui vengono immersi i bastoncini che fanno sì che il profumo si diffonda in tutto l’ambiente. Tra profumi Note del Chianti c’è il Bordolese Malvasia (bianco) e il Bordolese Sangiovese (rosso), veri vini che diventano profumatori per l’ambiente grazie ai bastoncini che vi vengono immersi. Tra i brand d’eccellenza, Dr. Vranjes propone invece il Rosso Nobile, dal sentore di frutti di bosco, violetta e legno di betulla. Sempre del marchio Dr. Vranjes, è molto apprezzato dagli intenditori anche il Bordolese, un vino rosso toscano da versare nell’apposito decanter che si diffonde nello spazio tramite alcuni tranci di vite.

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